Roma,
1 agosto 2008.
La manovra finanziaria ha appena superato la boa di palazzo
Madama per approdare lunedì nuovamente alla Camera.
Confermato il taglio di
170milioni di euro l’anno alla voce cooperazione previsti nel
decreto allegato al documento di programmazione economica e
finanziaria (Dpef) 2009 – 2011.
“A nulla dunque sono
valse le pressioni sui parlamentari a cui abbiamo sottoposto le
nostre preoccupazioni – dichiara Sergio Marelli, Presidente
dell’Associazione ONG Italiane -. Il 24 luglio scorso in
occasione dell’incontro con il Ministro Affari Esteri Franco
Frattini, anche a lui avevamo espresso le nostre preoccupazioni
sulle conseguenze di questo taglio. Ma le nostre ragioni non
sono state ascoltate e il taglio di 170milioni di euro alla
cooperazione internazionale è stato votato”.
Un fatto, questo, che
“allontana ulteriormente l’Italia dai suoi impegni verso la
comunità internazionale – commenta Marelli -. A maggior ragione
che nella stessa finanziaria si incrementano di 90milioni di
euro l’anno gli stanziamenti per le missioni militari
all’estero”; e che “abbassa la credibilità del nostro Paese –
aggiunge il Presidente dell’Associazione ONG Italiane -,
soprattutto dopo le dichiarazioni pubbliche del Presidente del
Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi che a Roma in occasione
del vertice Fao di giugno 2008 aveva proposto di tenere fuori
dalla passività dei bilanci degli Stati le risorse destinate
agli aiuti umanitari, e che dal Giappone in occasione del G8
aveva promesso mille milioni di euro per i paesi poveri. Parole
che ancora oggi non trovano riscontri nei fatti”.
Anzi, “i tagli alla
cooperazione dimostrano come le risorse per i poveri siano
considerate un salvadanaio da cui attingere quando si registrano
difficoltà economiche nelle nostre economie, e non una priorità
per garantire i diritti di tutti che sono anche la condizione
per garantire la sicurezza anche per i nostri concittadini”.
Il
ricorso alla fiducia anche su materie così importanti, inoltre,
per Marelli “delegittima il Parlamento”. “Le grandi scelte del
Paese – commenta – dovrebbero essere frutto di confronto tra
tutte le forze politiche, nell’interesse di tutto il Paese e non
solo di una parte di esso”. Per questo, conclude Marelli
“chiediamo che almeno alla Camera il voto non sia costruito
sulla base della fiducia, ma sia il risultato di un dibattito.
Da qui, il nostro ulteriore appello ai deputati di tutti gli
schieramenti politici a reintegrare il taglio, in occasione del
passaggio della manovra finanziaria la prossima settimana a
Montecitorio”.