Comunicato Stampa della Piattaforma Medio Oriente
dell’Associazione delle Ong Italiane
ONG ITALIANE: PREOCCUPA IL NO DELL’ITALIA A INCHIESTA INTERNAZIONALE SU GAZA
Roma,
4 giugno 2010 - Le Organizzazioni non Governative italiane che operano
in Medio Oriente esprimono forte dissenso e profonda preoccupazione per il
voto contrario dell’Italia al testo di risoluzione approvato ieri dal Consiglio
per i Diritti Umani dell'Onu. Il testo del Consiglio prevede l’istituzione
di una Commissione d’inchiesta internazionale sull’assalto della marina israeliana
al convoglio umanitario “Freedom Flotilla”. L’operazione, che ha provocato
vittime e feriti civili, è stata condotta in acque internazionali da Israele.
Pertanto un’inchiesta, fondamentale per far luce sull’accaduto, non può che
essere condotta da una commissione internazionale e non unilateralmente da
Israele stesso, una delle parti coinvolte nello scontro.
Questo pronunciamento giunge dopo il voto contrario che l’Italia ha espresso
lo scorso 17 ottobre sul rapporto Goldstone sulle gravissime responsabilità
israeliane durante l’operazione “Piombo Fuso” a Gaza, approvato dal Consiglio
dei diritti umani dell’ONU.
Nel condannare la presa di posizione del Governo italiano, non possiamo che
ricordare come l’incidente avvenuto in acque internazionali sia la conseguenza
della chiusura totale della Striscia di Gaza, che da oltre tre anni costringe
un milione e mezzo di persone a vivere in una prigione a cielo aperto. Un
blocco ritenuto dalla comunità internazionale una misura di punizione collettiva
e quindi illegale.
Le ONG italiane si dissociano dalle posizioni del Governo italiano e chiedono
con forza che la politica estera dell’Italia in Medio Oriente si riappropri
del suo ruolo storico di mediazione, impegnandosi per la fine del blocco della
Striscia di Gaza, per il ritiro dell’occupazione militare israeliana e degli
insediamenti dai territori palestinesi e da Gerusalemme Est. Condizioni, queste,
che rimetterebbero in moto il negoziato di pace, la liberazione dei prigionieri
e la soluzione di “due stati per i due popoli”.
Solo così facendo, ha senso dichiararsi amici di Israele, lavorare per la
sicurezza dei suoi cittadini come per quella di tutti i cittadini del Medio
Oriente, lavorare per il completo inserimento ed integrazione dello stato
d’Israele nella regione medio orientale e nella comunità internazionale.
Associazione
ONG Italiane
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